sabato 19 aprile 2008

I HAVE A DREAM
(Raisport)
"Ronaldo fece gol partendo dalla sua metà campo, un tunnel a Cannavaro, un tunnel a Bergomi e il tunnel definitivo a Pagliuca. Fu l’illusione di un attimo: Roberto Baggio e Alessandro Del Piero, schierati insieme da Cesare Maldini [...] diedero vita a un duetto da fare invidia a Mina e Celentano: quattro scambi volanti e palla infilata da Baggio proprio nel ‘sette’. Ci furono: una traversa di Cesar Sampaio, due pali di Albertini, un rigore di Ronaldo parato da Pagliuca, un salvataggio sulla linea bianca di Costacurta, una traversa di Rivaldo. E, infine, il gol, il gol che valeva un Mondiale, a tempo scaduto, di Alex Del Piero, con un destro rasoterra dal limite dell’area. Un tiro così perfetto che il fantasista lasciò da parte Pinturicchio per diventare, addirittura, Giotto. Pizzul gridò per quattro volte ‘Campioni del mondo!’, battendo così il record di Nando Martellini, Caputi e Bulgarelli si abbracciarono felici e Biscardi, ancora incredulo, le due mani sul cuore, sentenziò: ‘Grazie, grazie Cesarone amico nostro!’" (la finale del mondiale 1998 sognata da Darwin Pastorin, pag. 127). Darwin Pastorin, “Le partite non finiscono mai”, Feltrinelli 1999. Chi non avrebbe voluto che questo sogno si fosse avverato?
I sogni, secondo Sigmund Freud, padre fondatore della psicoanalisi, rappresentano un appagamento camuffato di un desiderio rimosso, o latente, smarrito tra le paure e i silenzi dell’età adolescenziale, periodo nel quale la timidezza mette a freno gli istinti, riconducendoli sui binari della normalità. Da quando avevo dieci anni e trascorrevo i pomeriggi con la maglia del squadra del cuore, le speranze che hanno alimentato i sogni di bambino che giocava sui campetti di calcio di periferia dietro casa, stanno ora pian piano riaffiorando, ripercorrendo a ritroso tutte le tappe della sua vita. E’ bello ancora sognare.
Adesso che il veliero azzurro carico di speranze, dopo che avrà superato senza grosse difficoltà le risacche del debutto, si appresta a navigare a vele spiegate nel mare aperto per nuove conquiste, vedo i calorosi marinai, colti da una improvvisa ed inspiegabile ebbrezza, non riuscendo a trattenere i loro sentimenti più profondi, invocare a gran voce il nome del loro amore, del loro sogno sempre vivo e mi sorprendo a tifare in mezzo a loro per la riuscita dell’impresa. Ma come mi capita spesso rimango lì ad osservare e a pensare.
Penso…Eraclito ci ha insegnato che in natura nulla si ripete due volte. Tutto si disperde e si ricompone, tutto viene e va, poiché ogni cosa è soggetta al tempo. Neanche una lacrima può bagnare per due volte nello stesso punto le guance di un bambino. Eppure a dare torto confermare allle antiche teorie del filosofo del “divenire” ci ha pensato Reja, ottimo sia come allenatore sia come uomo, al quale è riuscita l’impresa di tornare in serie A restando a napoli per ben 4 anni. Sento ancora il bisogno ora, dopo la fine di questo lunghissimo viaggio dalla serie c, di fargli i miei personali e sinceri complimenti per come ha svolto fino adesso l'incarico e posso sicuramente sottolineare in primis lo stile di un comportamento esemplare, che dovrebbe essere un modello per molti.

Penso…La vita è scandita da un continuo susseguirsi di appuntamenti mancati e di occasioni perdute, scivolate via lungo i sentieri illusori che si intrecciano nel destino di ogni uomo. Al di là di buonismi inverosimili e con alle spalle un fardello sgualcito pieno di malinconici rimpianti, forse per Calaiò è giunto il momento di riflettere sul proprio futuro, costellato di dubbi ed incertezze, cercando di riparare agli errori commessi nella tribolata esperienza vissuta.
Penso…Marcello Lippi, nocchiere freddo e deciso come il libeccio che increspa le onde della sua Versilia, sostiene che i veri marinai, al mattino, dopo aver issato le reti, con i giornali ci incartano il pesce. Così, dopo aver passato intere settimane a sfogliare le pagine di vari quotidiani sportivi, mi chiedo:Che cosa può rimanere del lavoro di uno pseudogiornalista sportivo da blog nel tempo? E’ in qualche modo possibile lasciare un segno in grado di resistere all’incedere del carpe diem virtuale? Devo ammettere che mi sono posto molto spesso queste domande, ed è normale farlo quando si hanno già molte cose da ricordare, e quindi, da raccontare. Internet è l’attimo che fugge, senza neanche la soddisfazione che ha il giornalista della carta stampata, autore di articoli fruibili almeno per 24 ore (le aspirazioni giovanili che resistono nell’adulto). E’ proprio per la suddetta ragione che, fin dall’inizio, ho deciso di archiviare tutto ciò che pareva importante, con la stessa meticolosità di un collezionista, un po’ per amor proprio un po’ per custodire le mie emozioni. Ho sempre temuto di trascurare, dimenticare e buttare, avvertendo la necessità, nei momenti difficili, di rammentare a me stesso che, in fondo, c’era sempre qualcosa di buono a cui rivolgersi. Credevo di scovare questo materiale per me stesso, e per pochi intimi, e non avrei mai immaginato che un sito Internet, finestra sul mondo, mi avrebbe consentito la divulgazione. Il mio amore per “Amarcord” di felliniana passionalità sportiva, le risate per fantozziane vicende, satire intelligenti, caustiche, sguaiate ma importanti come un salvagente.
Con il fumo delle sigarette attorno alle mie dita danzanti sulla tastiera del pc studio meticolosamente gli articoli, analizzo lo stile, sbizzarrisco la fantasia facendo davvero mie queste ore con il blog. Non mi sembra vero di ritrovare quel ragazzino che con gioia innocente rincorreva i propri sogni impossibili della mia infanzia. E’ la cosa più straordinaria è che incontro altri ragazzini, solo cresciuti sulla carta d’identita, perfettamente sintonizzati con il mio pensiero e li prendo in simpatia, gradualmente, click dopo click.
E’ per tutto questo che ho abbracciato con entusiasmo la nuova filosofia dei coordinatori che Renato ha voluto come impostazione del suo staff. Scrivere post su questo blog è divertente. Ma vi siete mai divertiti a giocare da soli?

Mi piacerebbe…..eh, quante cose si potrebbero fare.
Il lavoro è tanto, l’entusiasmo non demorde e il sogno non finisce! Jamm' a parià!

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