martedì 1 luglio 2008

miss scusi


Mi scusi.

Frase introduttiva per richiamare l'attenzione prima di chiedere un'informazione o un aiuto.



La figuraccia (dell'amico dell'amico dell'amico....).

L'altro giorno stavo camminando sul marciapiede e intanto parlavo con una mia amica. Ad un certo punto svoltiamo l'angolo e io vado addosso a qualcuno e dico "oh, mi scusi!". Solo che era un palo della luce. La mia amica mi guarda stranita, poi si mette a ridere e dice "ma non te lo stavo dando io un palo... eheheheh hai sempre la testa fra le nuvole!". Pensai che simpatica, in questo momento hannibal lecter mi farebbe un baffo per i tanti modi con cui potrei sopprimerla. sgrunt!


Cliente del sabato (dal blog miscusisignorina).

Indossa abiti semplici e calzature comode, è riconoscibile dall'evidente e spiccato sorriso (segno che per lui/lei è iniziato il finesettimana), accompagnato da parlantina frizzante e spiritosa. I suoni tipici di questo esemplare sono: "ha visto signorina che bella giornata di sole?", "che peccato passare il pomeriggio qui dentro...ma mio figlio ha urgente bisogno di calzini felpati".Il tipico cliente del sabato, durante le sue battute di shopping ossessivo/complusivo spesso si tira dietro una lunghissima comitiva di parenti: mogli, mariti (giornale e sedia pieghevole sottobraccio), figli (I-pod, PSP e/o NDS alla mano), nipoti, zii, cugini, vicini di casa, altri clienti...Il cliente del sabato è di piacevole compagnia e strappa facilmente un sorriso agli addetti ai lavori...fino alle 17, ora del "collasso della commessa".Se siete "clienti del sabato", vi prego, cercate di non far notare alla vostra amabile commessa che fuori dal negozio il sole splende, ancor meno che sta tramontando producendo delle bellissime sfumature...potrebbe essere l'ultimo tramonto della vostra vita!
Chi non si arrende al tom tom di briatore (specie in estinzione) biarritz23.
Un pessimo senso dell’orientamento mi accompagna dall’età della ragione. Nessun segno di miglioramento. Un navigatore satellitare, per me, sarebbe un investimento sensato e necessario. Probabilmente dovrei attaccarmene anche uno alla cintura per quando sono a piedi.Ma a me, in fondo in fondo, piace anche un po’ perdermi e girovagare. Tuttavia ci sono ovvie situazioni lavorative in cui divagare non è consigliato. Allora, in lotta con il tempo e con strade che mi sembrano tutte uguali o sempre diverse, mi ritrovo facilmente a chiedere informazioni a passanti o esercenti. Specie in piccoli paesi di provincia in cui conoscere il dialetto sarebbe quasi più importante che avere una piantina.
Ultimamente però, con la diffusione di massa dei navigatori, comincio a sentirmi una specie in estinzione e sento crescere la diffidenza nelle persone che fermo urlando dal finestrino: “mi scusi!…” Ma è possibile che sia un’impressione quindi continuo incurante nelle mie necessarie abitudini aspettando il giorno in cui “l’importunato” si volti e mi risponda: “Ma va a dé via’l cul barbun”. Questo sarà l’unico ed autentico spartiacque fra l’era del navigatore e quella del “mi scusi”. Francamente credo che quel giorno non arriverà mai, però, ad una razza a rischio estinzione mi sento comunque di appartenere. Una categoria vera e propria: gli automobilisti disorientati analogici.